La sessualità e i disturbi sessuali

La sessualità e i disturbi sessuali

“Il sesso non è una mera transazione fisiologica per il primitivo isolano dei mari del Sud, non più di quanto lo sia per noi; esso implica l’amore e il fare all’amore, diventa il nucleo di venerabili istituzioni come lo sono il matrimonio e la famiglia, impregna di sé l’arte e ne produce il fascino e la magia. Domina effettivamente quasi ogni aspetto della cultura. Il sesso, nel suo significato più ampio… è più una forza sociologica e culturale che una mera relazione fisica fra due individui” (Malinowski, 1929).

 

La sessualità è una delle sfere più personali e private della vita di un individuo.

Ognuno di noi è un essere sessuato con preferenze e fantasie che talvolta possono sorprenderci e persino scandalizzarci, ma, che di solito, fanno parte del normale funzionamento sessuale.

Suggerire una definizione adeguata ed esaustiva del termine “sessualità” risulta un’impresa molto complessa.

Ciò che si definisce normale o desiderabile nel comportamento sessuale umano varia nel tempo e da un luogo all’altro.

Si consideri, ad esempio, il punto di vista del mondo occidentale contemporaneo in base al quale è l’inibizione dell’espressione sessuale a provocare problemi, mentre le opinioni più diffuse durante il XIX e l’inizio del XX secolo ne condannavano l’eccesso.

In particolare, un’eccessiva masturbazione nella fanciullezza era ritenuta responsabile di problemi sessuali in età adulta.

Richard Von Krafft-Ebing (1902) postulò che tale masturbazione precoce danneggiasse gli organi sessuali ed esaurisse la riserva limitata di energia sessuale portando a una ridotta funzionalità sessuale in età adulta.

In epoca vittoriana, l’opinione corrente era che l’appetito sessuale fosse fondamentalmente pericoloso, e in quanto tale andasse frenato; per distrarre gli adulti da un’eccessiva attività sessuale, si raccomandava l’esercizio fisico all’aperto e una dieta spartana.

In effetti i famosi Corn Flakes e i cracker integrali di Kellogg furono ideati e prodotti come alimenti atti a frenare e ridurre l’interesse sessuale.

Ovviamente, non sortirono l’effetto auspicato.

Il primo studio rimarchevole, dopo la seconda guerra mondiale fu quello condotto da Alfred Charles Kinsey il quale, dopo migliaia di interviste effettuate con uomini e donne americani, pubblicò due monumentali opere sul comportamento sessuale dell’uomo (1948) e della donna (1953). I dati di cui si venne a conoscenza fecero scalpore e ribaltarono pregiudizi e stereotipi circa la frequenza della masturbazione, dell’omosessualità, delle relazioni extramatrimoniali e dei rapporti prematrimoniali costituendo la base per indagini successive.

William H. Master, e sua moglie, Virginia E. Johnson, rivoluzionarono la sessualità umana (1954) effettuando in laboratorio osservazioni dirette e misurazioni fisiologiche della reazione sessuale, registrando centinaia di rapporti sessuali.

Nasce così la terapia sessuale rivolta alla soluzione delle disfunzioni sessuali.

Gran parte delle teorie contemporanee sono un distillato delle proposte elaborate da Master e Johnson e dalla psichiatra Helen Kaplan (1974;1979;1987). In Italia, la terapia sessuale è stata introdotta verso l’inizio degli Anni Settanta.

Nel corso del tempo, cambiamenti in altre sfere hanno influenzato gli atteggiamenti e le esperienze delle persone alla sessualità.

La tecnologia, ad esempio, modifica le esperienze sessuali, poiché accresce in modo esponenziale la quantità di persone che attraverso Internet hanno accesso a contenuti sessuali; così come si fa sempre più strada la tendenza a rivendicare il diritto a godere di una buona vita sessuale anche nella terza età.

All’interno del concetto di sessualità possiamo distinguere fra “atti sessuali”, come la masturbazione, un bacio o la penetrazione, e “comportamenti sessuali” come il corteggiare una ragazza, essere seduttivi nella condotta o nell’abbigliamento, guardare un film pornografico; è anche possibile catalogare il sesso come “riproduttivo”, se finalizzato solo alla generazione di figli, “ricreativo” se mirato al piacere o al gioco, o “relazionale” se orientato allo scambio comunicazionale con la persona amata.

Bisogna, altresì, porre in evidenza tutta la gamma di risposte emozionali che esso genera in ogni individuo.

La sessualità, rispetto a qualsiasi altra sfera dell’esistenza umana, rappresenta l’area più eterogenea di emozioni, affetti e sentimenti, tanto da renderla fulcro attorno al quale hanno origine passioni, paure, divieti, tabù, creazioni artistiche.

Il ciclo della risposta sessuale

  1.  1) Fase del desiderio: questa fase si riferisce all’interesse o desiderio sessuale, spesso associato a fantasie che stimolano l’eccitazione.
  2. 2)Fase dell’eccitazione: durante questa fase, uomini e donne provano una sensazione soggettiva di piacere sessuale associato a modificazioni fisiologiche. Questo afflusso di sangue ai tessuti si manifesta nell’uomo come tumescenza ed erezione del pene e nella donna le principali modificazioni sono la vasocongestione pelvica, la lubrificazione e la dilatazione della vagina, e la tumescenza dei genitali esterni.
  3. 3)Fase dell’orgasmo:consiste in un picco di piacere sessuale; nel maschio vi è la sensazione di inevitabilità dell’eiaculazione, seguita dall’emissione di sperma e nella femmina vi sono contrazioni della parte del terzo esterno della vagina. Sia nel maschio che nella femmina, lo sfintere anale si contrae ritmicamente.
  4. 4)Fase della risoluzione : quest’ultima fase consiste nel rilassamento muscolare e nella sensazione di benessere generale.

Durante questa fase, i maschi sono fisiologicamente refrattari ad ulteriori erezioni ed orgasmi; la durata del periodo refrattario varia nei diversi individui e anche nello stesso individuo in diverse occasioni.

Al contrario, le femmine possono essere in grado di rispondere quasi immediatamente a nuove stimolazioni, capacità che consente orgasmi multipli.

Le disfunzioni sessuali

Quasi tutti, nel bene o nel male, basiamo parte della nostra autostima sulla nostra sessualità.

Siamo in grado di dare piacere alle persone che amiamo, di gratificare noi stessi o, più semplicemente, siamo capaci di godere dell’appagamento e del rilassamento che possono derivare da un’esperienza sessuale piacevole. Quando emergono, i problemi sessuali possono avere effetti devastanti sulla nostra autostima e sulle relazioni.

I disturbi della risposta sessuale possono verificarsi in una o più delle fasi precedentemente descritte.

Si distinguono quattro categorie:

  • Disturbi del desiderio sessuale
  • Disturbi dell’eccitazione sessuale
  • Disturbi dell’orgasmo
  • Disturbi da dolore sessuale

La disfunzione deve essere persistente e ricorrente e deve anche causare notevole disagio o difficoltà interpersonali ( DSM-IV-TR- Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali ).

Sebbene il sistema diagnostico per le disfunzioni sessuali rifletta le fasi del ciclo sessuale, spesso nella vita reale i problemi non si prestano ad essere suddivisi con altrettanta chiarezza.

Molte persone con problemi in una fase del ciclo sessuale riferiranno problemi anche in un’altra fase.

Per alcuni di essi si può innescare un circolo vizioso.

Per esempio, donne con scarso desiderio spesso hanno problemi con l’eccitazione e l’orgasmo.

Gli uomini che sviluppano un’eiaculazione precoce a volte cominciano a vivere il sesso con preoccupazione, e, di conseguenza a esperire problemi con il desiderio sessuale o l’eccitazione sessuale.

Oltre alle conseguenze per l’individuo, i problemi sessuali in una persona possono portare a problemi sessuali nel partner.

Disturbi del desiderio sessuale

Si distinguono in: Disturbo da desiderio sessuale ipoattivo in cui le fantasie sessuali e il desiderio di attività sessuale sono persistentemente carenti o assenti, e Disturbo da avversione sessuale che consiste in un persistente evitamento di quasi tutti i contatti sessuali.

 

Disturbi dell’Eccitazione Sessuale

Alcune persone non hanno alcun problema relativo al desiderio sessuale, ma hanno difficoltà a raggiungere o mantenere l’eccitazione. Le due sottocategorie dei disturbi dell’eccitazione sono il Disturbo dell’Eccitazione Femminile quando vi è una lubrificazione-tumescenza costantemente inadeguata all’agevole completamento dell’ attività sessuale, il Disturbo Maschile dell’Erezione quando si registra una persistente o ricorrente incapacità di raggiungere, o di mantenere, un’erezione adeguata fino al completamento dell’attività sessuale.

 

Disturbi dell’Orgasmo

Il DSM-IV-TR descrive tre tipi di disturbo dell’orgasmo,uno riscontrato nelle donne e due negli uomini.

Il Disturbo dell’Orgasmo Femminile si riferisce alla persistente assenza di orgasmo dopo l’eccitazione sessuale. Il disturbo dell’orgasmo femminile viene diagnosticato solo se l’assenza di orgasmo è persistente e tale da causare sofferenza soggettiva o difficoltà interpersonali.

Il Disturbo dell’Orgasmo Maschile consiste in un persistente ritardo o assenza dell’orgasmo dopo una normale fase di eccitazione sessuale.

Va valutata l’età dell’uomo e l’adeguatezza della stimolazione sessuale ricevuta. Il secondo disturbo dell’orgasmo maschile è l’Eiaculazione Precoce, definita da una eiaculazione che si verifica troppo rapidamente. Talvolta l’uomo eiacula ancor prima che il pene penetri la vagina, ma più spesso entro i primi due minuti dalla penetrazione, e comunque, prima che il soggetto lo desideri.

 

Disturbi da Dolore Sessuale

Il DSMD classifica due disturbi da Dolore Sessuale: la Dispareunia e il Vaginismo.

Si formula una diagnosi di Dispareunia in presenza di un dolore genitale ricorrente o persistente durante il coito ma essa può insorgere prima o dopo il rapporto sessuale.

Il disturbo può verificarsi sia nei maschi che nelle femmine.

Nelle femmine il dolore può essere descritto come superficiale durante la penetrazione o come profondo durante le spinte del pene.

L’intensità dei sintomi può variare da una lieve sensazione dolorosa ad un dolore intenso.

La ripetuta esperienza di dolore genitale durante il coito può causare l’evitamento delle relazioni sessuali, la compromissione delle relazioni sessuali esistenti o la limitazione dello sviluppo di nuove relazioni sessuali.

La manifestazione fondamentale del Vaginismo è la ricorrente o persistente contrazione involontaria dei muscoli perineali che circondano il terzo esterno della vagina quando si tenta la penetrazione vaginale con pene, dita, tamponi o speculum.

In alcune donne, perfino l’idea dell’introduzione in vagina può causare spasmo muscolare. La contrazione può variare da una forma lieve, che induce una certa tensione e disagio, fino a forme gravi, che impediscono la penetrazione.

Nonostante non siano in grado di avere rapporti sessuali, le donne con vaginismo presentano normali livelli di eccitazione sessuale e possono avere orgasmi in seguito a stimolazione manuale o orale che non comprenda la penetrazione.

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